FISIOLOGIA DEL SISTEMA CARDIO CIRCOLATORIO

Il sistema cardiovascolare è costituito da tre elementi: il sangue, i vasi sanguigni: arterie vene e capillari, attraverso i quali il sangue circola e il cuore - una pompa muscolare che distribuisce il flusso di sangue nei vasi. 

La funzione del Cuore è quindi quella di pompare sia il Sangue ossigenato nei vari distretti anatomici del corpo umano, con lo scopo di mantenerli in vita e di pompare anche il sangue non ossigenato nei polmoni, affinché lo stesso sangue si carichi di ossigeno, Per ossigenare il sangue, il Sistema Circolatorio “lavora” in associazione con il Sistema Respiratorio dando origine all’Apparato Cardio Respiratorio 

Il tempo che intercorre tra la fine di una contrazione cardiaca e l’inizio della successiva è detto Ciclo Cardiaco. Lo stimolo che genera la contrazione è di natura elettrica ed origina direttamente all’interno del cuore da una struttura che è il nodo seno atriale 

Il Sistema Cardio Circolatorio costituisce un apparato di tipo chiuso, ovvero è un sistema in cui il fluido circolante (in questo caso il sangue) non lascia mai gli organi e i vasi che costituiscono l’apparato in questione 

 

DISTRIBUZIONE DEI FLUSSI SANGUIGNI 

Il cuore e i vasi sanguigni formano un complesso sistema di spinta e trasporto del sangue (nutrimento) a tutti gli organi e tessuti del corpo, in un ciclo continuo di andata e ritornoLa circolazione è doppia in quanto è suddivisa in: 

PICCOLA CIRCOLAZIONE  

(O POLMONARE) 

GRANDE CIRCOLAZIONE  

(O SISTEMICA) 

Collega il cuore ai polmoni ed ha lo scopo di “ripulire” il sangue dall’anidride carbonica e rifornirlo di ossigeno e metterlo a disposizione della grande circolazione 

 

 

Collega il cuore a tutti i tessuti del corpo dove trasporta il sangue carico di ossigeno (sangue arterioso) e ritorna al cuore col sangue carico di anidride carbonica (sangue venoso) che poi viene reimmesso nella piccola circolazione per riniziare un nuovo ciclo 

CUORE 

E’ sostanzialmente una pompa che con un ritmo altamente preciso alterna una fase di rilasciamento muscolare a una fase di contrazione muscolare in un alternarsi ritmico del ciclo cardiaco, ciclo che nell’uomo ha una frequenza di circa 68-72 volte al minuto. Negli sportivi praticanti si riduce anche notevolmente.  

DIASTOLE 

SISTOLE 

Periodo di rilasciamento della muscolatura miocardia e di riempimento del cuore 

Periodo di contrazione, cioè l’espulsione del sangue nel circolo sistemico mediante l’aorta 

PROPRIETÀ FONDAMENTALI DEL CUORE 

Oltre alle funzioni il Cuore possiede quattro proprietà fondamentali: 

 

Capacità di contrarsi 

 

Capacità di autostimolarsi a determinate frequenze cardiache 

  

Capacità delle fibre miocardiche di trasmettere a quelle vicine lo stimolo elettrico ricevuto, avvalendosi anche di vie di conduzione preferenziali 

 

Eccitabilità, ovvero la capacità del cuore di rispondere allo stimolo elettrico che gli è stato somministrato. 

SUDDIVISIONE DEL CUORE 

ATRIO E VENTRICOLO DESTRO 

ATRIO E VENTRICOLO SINISTRO 

Definito anche cuore venoso in quanto raccoglie il sangue che proviene dalla periferia e che torna carico di anidride carbonica e lo immette nel circolo polmonare attraverso le arterie polmonari. 

Definito anche cuore arterioso in quanto il sangue è quello carico di ossigeno che proviene dai polmoni per essere reimmesso nel circolo sistemico attraverso l’aorta. 

VALVOLE CARDIACHE 

Atrio e ventricolo dello stesso lato comunicano tra di loro attraverso una valvola: Tricuspide a destra, Mitrale o bicuspide a sinistra Le valvole agiscono in modo che, chiudendosi, il flusso di sangue proveniente dagli atri non possa tornare indietro durante la contrazione. 

Aorta e Arterie polmonari sono separate dai ventricoli per mezzo delle valvole semilunari. Agiscono in modo che, chiudendosi, il flusso di sangue proveniente dai vasi non possa tornare indietro durante il rilasciamento del cuore. 

Il tempo che intercorre tra la chiusura delle valvole atrio-ventricolari e l’apertura di quelle semilunari viene detto tempo di contrazione isometrica, perché, anche se i ventricoli entrano in tensione, le fibre muscolari non si accorciano. 

Alla fine della sistole, la muscolatura ventricolare si rilascia: la pressione endo ventricolare cade a livelli molto più bassi di quelli presenti nell’aorta e nell’arteria polmonare, provocando la chiusura delle valvole semilunari e, successivamente l’apertura di quelle atrioventricolari (perché la pressione endo-ventricolare è diventata minore di quella endo-atriale). 

Il periodo compreso tra la chiusura delle valvole semilunari e l’apertura delle valvole atrioventricolari è detto periodo di rilasciamento iso-volumetrico, in quanto la tensione del muscolo crolla, ma il volume delle cavità ventricolari rimane invariato. Quando le valvole atrioventricolari si aprono, il sangue fluisce nuovamente dagli atri ai ventricoli ed il ciclo descritto ricomincia. 

Il movimento delle valvole cardiache è passivo: esse si aprono e si chiudono passivamente come conseguenza dei regimi pressori esistenti nelle camere separate dalle valvole stesse. La funzione di queste valvole è quindi quella di consentire lo scorrimento del sangue in un’unica direzione, quella anterograda, impedendo al sangue di tornare indietro. 

 

REGOLAZIONE DEL FLUSSO 

I fattori che contribuiscono alla regolazione del flusso coronarico sono molteplici, in particolare vanno considerati: 

FORZE MECCANICHE EXTRA VASCOLARI 

REGOLAZIONE DEL TONO VASCOLARE CORONARICO 

INTEGRITÀ DELLA PARETE VASCOLARE 

Fanno si che il flusso coronarico avvenga solo in diastole, questo perché durante la sistole le forze extra vascolari superano quelle intravascolari. 

Mediata da fattori metabolici 

Ha un ruolo chiave nel preservare la fluidità del sangue in quanto inibisce l’aggregazione e l’attivazione delle piastrine 

 

SISTEMA CIRCOLATORIO

GRANDE CIRCOLO O SISTEMICO

PICCOLO CIRCOLO O POLMONARE

Inizia dall’aorta e finisce ai capillari. L’aorta, attraverso successive diramazioni, dà origine a tutte le arterie minori che raggiungono i vari organi e tessuti. Tali diramazioni si fanno progressivamente sempre più piccole, fino a diventare capillari deputati allo scambio di sostanze tra sangue e tessuti. Attraverso questi scambi vengono apportati alle cellule elementi nutritivi ed ossigeno.

Inizia laddove termina la grande: il sangue venoso dall’atrio destro scende nel ventricolo destro, e qui, tramite l’arteria polmonare, porta il sangue a ciascuno dei due polmoni. All’interno del polmone i due rami dell’arteria polmonare si dividono in arteriole sempre più piccole, che diventano, alla fine del loro percorso, capillari polmonari. I capillari polmonari scorrono attraverso gli alveoli polmonari, ove il sangue, povero in O2 e ricco in CO2, viene riossigenato

Le arterie trasportano sangue ricco di ossigeno. Fa eccezione l’arteria polmonare, che veicola il sangue deossigenato ai polmoni – dove i globuli rossi rilasciano l’anidride carbonica per arricchirsi di ossigeno. Si parla quindi di arterie sistemiche, per indicare i i vasi sanguigni deputati al trasporto di sangue ossigenato dal cuore al resto del corpo, e di arterie polmonari, adibite al trasporto di sangue deossigenato dal cuore ai polmoni; di conseguenza le vene polmonari, al contrario delle sistemiche, trasportano sangue ricco di ossigeno Nel piccolo circolo o polmonare quindi le vene trasportano sangue arterioso e le arterie sangue venoso, contrariamente a quanto avviene nel grande circolo o sistemico. Per tale motivo è più corretto definire la “direzione del flusso come differenza sostanziale tra sangue venoso e arterioso e non l’apporto di O2 o il trasporto di CO2

ARTERIE

Le arterie sono canali membranosi circolari, adibiti al trasporto di sangue dal cuore verso tutti i tessuti dell’organismo; allontanandosi da esso danno origine a rami che diminuiscono via via di diametro, fino a sfociare nelle reti capillari. Nonostante ciò, le arterie sono ben lontane dall’essere semplici condotti inerti; stiamo infatti parlando di strutture dinamiche, capaci di contrarsi e dilatarsi in risposta ai bisogni dell’organismo.

Il calibro e l’elasticità delle arterie decrescono progressivamente dall’aorta verso la periferia, mentre aumenta, di riflesso, la componente muscolare liscia. Anche pressione e velocità del sangue diminuiscono man mano che ci si allontana dal cuore, i graduali passaggi da un tipo di arteria all’altro consentono di individuare anche arterie di tipo misto, che presentano caratteristiche intermedie tra le differenti tipologie vasali.

GRANDI ARTERIE O ARTERIE ELASTICHE

ARTERIE DI MEDIO CALIBRO O ARTERIE MUSCOLARI

ARTERIE DI PICCOLO CALIBRO O ARTERIOLE

Hanno un diametro che supera i 7mm, una parete particolarmente elastica, necessaria per smorzare le forti pressioni conferite al sangue da parte del cuore. Sono definite anche arterie di conduzione; ne sono esempi l’aorta ed i suoi rami principali, e le arterie polmonari

Hanno un diametro compreso tra i 2,5 ed i 7 mm una parete forte ma non troppo elastica; inoltre offrono una bassa resistenza al flusso sanguigno. Sono considerate arterie di distribuzione; ne sono esempi le arterie coronarie e quelle renali.

Ricche di tessuto muscolare, presentano una piccola luce e una parete spessa e contrattile, grazie alla quale regolano e controllano la resistenza del flusso nel letto capillare. Le arteriole rappresentano le estreme ramificazioni dell’albero arterioso e si continuano nei capillari.

VENE

Le vene formano un sistema convergente di vasi sanguigni, deputato a trasportare il sangue dall’estremità venosa dei capillari al cuore. Procedendo dalla periferia al cuore, il flusso ematico confluisce in vasi di dimensioni via via maggiori, fino a riversarsi nelle vene cave dirette all’atrio destro del cuore, dove si riversa anche il sangue refluo dal circolo coronarico. Le vene sono numericamente superiori rispetto alle arterie, la loro precisa collocazione, inoltre, presenta un maggior grado di variabilità interindividuale. Esaminando il circolo venoso, si possono riconoscere piccoli rami di raccordo, detti vene comunicanti o perforanti, che collegano il sistema superficiale e quello profondo con un flusso normalmente diretto verso l’interno.

Più del 65% del sangue totale circolante si trova normalmente all’interno delle vene, che per questo sono chiamate vasi capacitori (a bassa resistenza).

VENE SUPERFICIALI

VENE PROFONDE

Decorrono nel sottocutaneo, superficialmente alle fasce fibrose che avvolgono i muscoli, tanto da essere ben visibili ad occhio nudo, specie durante la compressione o gli sforzi fisici che le rendono turgide di sangue.

Decorrono sotto dette fasce negli interstizi muscolari e nelle cavità ossee e corporee, dove – accoppiate ad arterie e nervi – formano i cosiddetti fasci vascolo-nervosi. Nei fasci periferici si ritrovano generalmente due vene per ogni arteria, legate assieme da frequenti rami anastomotici. Al contrario, i fasci vascolo-nervosi prossimi al cuore contengono soltanto una vena per arteria.

CAPILLARI

L’intero sistema cardiovascolare esiste con il solo scopo di servire i capillari. E’ a questo livello, infatti, che avvengono i già accennati scambi di nutrienti, ormoni, anticorpi, gas e tutto quanto è veicolato dalla corrente ematica. 

I capillari sanguigni sono deputati agli scambi metabolici tra sangue e liquido interstiziale (il fluido che circonda le cellule). Le caratteristiche fondamentali dei capillari sono  il diametro ridotto (dai 5-10 µm, sufficienti per il passaggio dei globuli rossi uno alla volta in fila indiana, fino ai 30 µm), la sottigliezza delle pareti, la bassa pressione idrostatica (35-40 mm Hg all’estremità arteriosa – 15-20 a quella venosa) e la ridotta velocità del flusso ematico che li attraversa (1 mm/secondo).Questi piccoli vasi possiedono delle pareti estremamente sottili che permettono il continuo passaggio, in ambedue le direzioni, di gas, nutrienti e metaboliti. Affinché tali scambi possano avvenire è importante che il torrente ematico li percorra a bassa velocità e che la sua pressione, non eccessiva, si mantenga entro range piuttosto ristretti.

Nel corpo umano sono presenti circa 2 miliardi di capillari, che nel loro insieme coprono una lunghezza di circa 80.000 km ed una superficie di scambio di circa 6300 m2 (l’equivalente di due campi da calcio).

CAPILLARI CONTINUI

CAPILLARI FENESTRATI O DISCONTINUI

CAPILLARI SINUSOIDALI

Le loro cellule formano una parete priva di spazi ed interruzioni importanti.

Si trovano soprattutto nel sistema nervoso centrale e periferico, nel tessuto muscolare, nei polmoni e nella pelle; sono i più comuni.

Presentano nella loro parete dei pori di 80-100 nm, che in realtà non sono completamente pervi ma sottesi da un sottile diaframma.

 Sono abbondanti nelle ghiandole endocrine, nel pancreas, e nell’intestino

Sono i più permeabili dei tre, perché la loro parete endoteliale, molto ampia, ha poche giunzioni e grandi spazi intercellulari.

Si trovano nel fegato, nella milza, nel midollo osseo, negli organi linfoidi ed in alcune ghiandole endocrine