NODI

DEFINIZIONE E DESCRIZIONE

Il nodo consiste in uno o più avvolgimenti e ripiegature successive di una spira di corda sulla corda stessa o intorno ad un’altra corda o ad un oggetto, la somma degli attriti delle spire stesse consente la tenuta del nodo.

MODIFICA DELLE PROPRIETA’ DELLE CORDE DOVUTE AL NODO

Usare le corde vuol dire effettuare nodi di collegamento, la presenza di un nodo sulla corda influenza le proprietà meccaniche della corda stessa: in particolare ne riduce sensibilmente il carico di rottura che porta ad un abbassamento dei valori massimi dei carichi di rottura della corda utilizzata.

Tale variazione non è della stessa entità per tutti i nodi ma varia a seconda del nodo eseguito (il miglior nodo ha un fattore di riduzione di circa un 30% del carico di rottura ma si ottengono anche carichi di rottura fino al 70% del carico di rottura iniziale) in funzione dell’angolo sotteso all’arco che si forma nel ripiegare la spira. Tanto più è acuto l’angolo, tanto minore sarà il carico di rottura risultante. 

Nel caso in cui sia applicata alla corda una trazione superiore al carico di rottura la corda tende a spezzarsi non sul nodo medesimo, ma collassa in corrispondenza dello stesso, perché, sottoposto a carico, dapprima si serra assorbendo parte dell’energia cinetica, quindi gli attriti tra le fibre trasformano l’energia cinetica in energia termica concentrata su piccole porzioni della corda che innalza la temperatura del materiale, determinandone una parziale fusione.

CARICO DI ROTTURA DEFINIZIONE

Il carico di rottura (detto anche forza di rottura o sollecitazione a rottura) è il limite, in termini di forza o sollecitazione esterna applicata, oltre il quale un materiale risulta definitivamente inservibile dal punto di vista della resistenza del materiale 

PROPRIETA’ SPECIFICHE DEI NODI

SEMPLICITA’

Semplicità di esecuzione

ADATTABILITA’

Adattabilità ad una determinata applicazione in base alle sue peculiari proprietà meccaniche

EFFICIENZA

Efficienza (o resistenza), ossia la scarsa diminuzione del carico di rottura rispetto all’iniziale carico di rottura della corda.

SICUREZZA

Sicurezza ovvero la scarsa tendenza del nodo a sciogliersi, in assenza di manipolazione della sua struttura ed in maniera indesiderata, se sottoposto a particolari condizioni (ad esempio alcuni nodi risultano particolarmente poco sicuri se sottoposti a strappi, o sfregamenti, o se bagnati).

FACILITÀ A SCIOGLIERSI

Facilità a sciogliersi in risposta ad una opportuna manipolazione anche con la corda bagnata (in generale l’acqua modifica le proprietà fisiche della corda e rende disagevole sciogliere i nodi).

PROPENSIONE A DANNEGIARE LA CORDA

La minore o maggiore propensione a danneggiare la corda a causa di un eccessivo serraggio in risposta alla tensione della corda stessa.

CAMPI DI APPLICAZIONE DEI NODI

L’uso e la conoscenza dei nodi è necessaria in diverse discipline e attività, sia in ambito sportivo che professionale o nell’ambito del soccorso.

ELENCO NON ESAUSTIVO CAMPI DI APPLICAZIONE NODI

ALPINISMO

ARRAMPICATA SPORTIVA

SPELEOLOGIA

NAUTICA

SUBACQUEA

LAVORI IN QUOTA

SOCCORSO

CHIRURGIA

ARTIGIANATO

CLASSIFICAZIONE DEI NODI

Anche se il numero dei nodi conosciuti e usati nelle varie discipline è dell’ordine delle centinaia, molti dei nodi, anche i più complessi, usati nello specifico delle varie attività derivano dalla modifica di nodi base comuni a tutte le discipline.

In pratica il numero dei nodi base da cui derivano i nodi più complessi è dell’ordine di qualche decina.

E’ interessante notare che possono essere identificati anche con nomi diversi a seconda del campo di utilizzo, ad esempio: Gassa d’amante in ambito nautico e Nodo Bulino in ambito alpinistico, Nodo parlato in ambito nautico e Nodo Barcaiolo in ambito alpinistico, Nodo Savoia in ambito nautico e Nodo a Otto in ambito alpinistico.

I nodi sono suddivisi in categorie in base principalmente a due parametri:

1) Le loro caratteristiche meccaniche peculiari 

2) La loro adattabilità ad un determinato uso. 

CLASSIFICAZIONE PER CATEGORIE DEI NODI

Nodi di Arresto

Eseguiti ad un capo della corda, sono utilizzati per arrestarne la corsa ed impedirne la fuoriuscita dalla sua sede; eseguiti lungo la corda possono svolgere una funzione ornamentale. Sono nodi di arresto il Nodo Semplice e il Nodo Savoia

Nodi di Giunzione

Eseguiti in contemporanea su due corde servono a congiungerle temporaneamente (per una giunzione permanente si pratica l’impiombatura delle due corde, che se eseguita a regola d’arte non ne diminuisce il carico di rottura).Sono nodi di giunzione il Nodo Piano, Nodo Bandiera, Nodo Inglese.

Nodi ad Occhiello o Gasse

Eseguiti ad una estremità della corda, presentano uno o più occhielli fissi, che possono essere anch’essi utilizzati per assicurarsi ad un oggetto, ma a differenza dei nodi di avvolgimento bisogna prepararli precedentemente e poi applicarli all’oggetto. Due gasse unite possono servire come nodo di giunzione. Sono Nodi ad occhiello la Gassa d’amante e il Nodo Coniglio

Nodi Scorsoi

Presentano un occhiello scorrevole che ha la caratteristica di serrarsi in risposta della tensione della corda, sono Nodi scorsoi il Cappio e il Nodo Galera

Nodi di Ancoraggio o di Avvolgimento

Servono ad assicurare una corda ad un oggetto o ad una corda precedentemente tesa e sono eseguiti avvolgendo la corda direttamente sull’oggetto. E’ un nodo di Ancoraggio il Nodo Barcaiolo

Nodi Autobloccanti

Vengono utilizzati per collegare due corde, in modo che una scorra sull’altra e che possa frenarsi o rallentarsi se sottoposta ad un carico. Sono nodi autobloccanti il Nodo Prusik, il Nodo Machard, il Nodo Bellunese 

Nodi di Accorciamento

Hanno la funzione di accorciare una corda lunga, anche di svariati metri, con l’evidente vantaggio di non doverla tagliare. Il Nodo Margherita è un Nodo di Accorciamento.

Nodi Freno

Servono a rallentare lo scorrimento di una corda sfruttando l’attrito del nodo, permettendo l’arresto della caduta di pesi notevoli anche da parte di una singola persona. Il Nodo Mezzo Barcaiolo è un Nodo Freno

ESECUZIONE DEI NODI

Un nodo è fatto a regola d’arte quando, caricato di un peso, non presenta spire accavallate e i capi liberi in uscita hanno una lunghezza adeguata che non permetta in caso di strappo di sfilarsi. Per una corda di ∅ 10 – 12 mm il capo in uscita dal nodo deve essere non inferiore ai 10 cm. Solitamente un nodo ben eseguito ha anche un aspetto estetico gradevole.